Edizioni

Cesare Pavese

Lavorare stanca

Edizione sinottica

Le due edizioni di Lavorare stanca (Edizioni di Solaria 1936 ed Einaudi 1943) divergono nettamente nell’ideazione del testo come struttura e nella portata semantica complessiva. Tale ordine di grandezza può essere colto già confrontando i due indici, e poi, in modo più ampio, nella lettura ravvicinata dei testi, che s’accrescono di senso negli accostamenti suggeriti dalla loro disposizione. A livello microtestuale si registrano poche varianti, già segnalate dall’edizione critica di Lavorare stanca 1936 (L.P. Barbarino, Il primo "Lavorare stanca" di Pavese, Edizioni Sinestesie, Avellino 2020) ma qui per la prima volta mostrate sinotticamente attraverso l'interfaccia EVT.

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Edizione facsimile: Paesaggio VI

I manoscritti d’autore rappresentano un giacimento di informazioni, poiché offrono una visione di prima mano dell’officina, e consentono come una capsula del tempo di retrocedere all’epoca della genesi di un componimento o di un’opera. Non sempre tuttavia le informazioni registrate sulla pagina sono trasparenti. Per tale motivo, in questa edizione facsimile degli autografi di Lavorare stanca (1936), una trascrizione accompagna luogo per luogo le immagini delle carte d’autore.

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Edizione critica (PDF)

La prima edizione critica del Pavese poeta mostra la genesi di ogni componimento di Lavorare stanca (1936), e dell’opera, dalla prima stesura conosciuta fino al testo a stampa, attraverso le carte d’autore (gli autografi, i dattiloscritti), le bozze e il volume edito. Il testo critico, ricostruito al di là dei refusi e della censura, offre il primo libro di Pavese così come dovette concepirlo l’autore, consentendo finalmente a chi lo legge, quasi un secolo dopo, di riscoprirne intatta la voce.

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La luna  e i falò

Edizione critica (PDF)

L’edizione, preceduta da un’attenta lettura degli appunti preparatori alla stesura della Luna e i falò, ricostruisce la genesi del romanzo dagli autografi alla stampa. L’apparato dell’edizione include le varianti del manoscritto e del dattiloscritto, entrambi conservati presso l’Archivio Gozzano-Pavese di Torino.

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Umberto Eco

Il nome della rosa

Edizione intertestuale: I prologhi

L'edizione, un prototipo di edizione scientifica digitale e intertestuale degli incipit de Il nome della rosa, intende fornire al lettore le fonti del testo echiano, i passi paralleli
(in un'ottica intertestuale), mettendole in dialogo con le varianti delle due edizioni a stampa maior. Il prototipo è stato allestito secondo un'ottica scientifica e consiste nei cosiddetti tre incipit del testo («Naturalmente un manoscritto», «Prologo», «Primo giorno - Prima»). Mettendo insieme pratiche ecdotiche, ermeneutiche e digitali, si vuole disegnare un approccio al testo dinamico e profondo, ricostruendo parte dell'itinerario ideale echiano.

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Edizione apparato: Primo giorno

L'edizione apparato intende proporre al lettore contemporaneo in modo agile le correzioni dell'autore inserendole in un breve contesto. Nel rispetto dei diritti d'autore, l'edizione mette quindi in dialogo direttamente le varianti, mostrando il processo correttorio dell'autore in medias res. Il prototipo si basa sulla sezione denominata 'Primo giorno' de Il nome della rosa.

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