Le due edizioni di
Lavorare stanca (Edizioni di Solaria 1936 ed Einaudi 1943) divergono nettamente nell’ideazione del testo come struttura e nella portata semantica complessiva. Tale ordine di grandezza può essere colto già confrontando i due indici, e poi, in modo più ampio, nella lettura ravvicinata dei testi, che s’accrescono di senso negli accostamenti suggeriti dalla loro disposizione. A livello microtestuale si registrano poche varianti, già segnalate dall’edizione critica di Lavorare stanca 1936 (L.P. Barbarino, Il primo "Lavorare stanca" di Pavese, Edizioni Sinestesie, Avellino 2020) ma qui per la prima volta mostrate sinotticamente attraverso l'interfaccia EVT.
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