Lavorare stanca - Edizione sinottica

Edizione sinottica

Tra la prima e la seconda edizione di Lavorare stanca, Pavese accresce e modifica l’organismo dell’opera. Trentanove poesie delle quarantacinque pubblicate nell’edizione del 1936 (escluse dunque Canzone di strada, Ozio, Proprietari, Tradimento, Cattive compagnie, Disciplina antica) si aggiungono a tre su quattro delle censurate (Il dio-caprone, Balletto, Paternità, ma non Pensieri di Dina) e a ventotto nuove liriche composte tra l’ottobre del 1935 e l’ottobre del 1940 (fa eccezione Parole del politico, scritta in settembre ma datata «ott. 1935»).

Rispetto alla princeps, vengono numerate le liriche a nome Paesaggio, mentre Atavismo e Civiltà antica si scambiano il titolo. L’indice è suddiviso in sei sezioni tematiche, che contengono da un massimo di diciannove (“Città in campagna”) a un minimo di sette poesie (“Legna verde”) per un totale di settanta, e concluso da un’appendice in prosa. In parentesi, accanto a ogni testo viene inserito l’anno di composizione (che non sempre coincide con la data attestata dagli autografi); le liriche composte a Brancaleone dopo l’ottobre del 1935 (ovvero dopo il licenziamento-bozze della solariana) sono accompagnate anche dall’indicazione del mese. Il testo alla sinistra del lettore è quello della princeps (Edizioni di Solaria, Firenze 1936). Rispetto a questo sono evidenziate, e all’occorrenza annotate, le varianti introdotte dall’autore nella seconda edizione (Giulio Einaudi Editore, Torino 1943).
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